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La seconda casa paga sempre l’IMU, anche se vuota. L’aliquota la decide il comune entro i limiti di legge: qui trovi il metodo di calcolo passo passo, i limiti delle aliquote e le riduzioni che possono dimezzare il conto.
Per gli «altri fabbricati» (categoria in cui ricade la seconda casa) l’aliquota di base è 0,86%; ogni comune può azzerarla o aumentarla fino a 1,06%. I comuni che nel 2015 applicavano la maggiorazione TASI possono arrivare a 1,14% (è il caso, ad esempio, di Milano e Roma).
Dal 2021 i comuni fissano le aliquote esclusivamente tramite il prospetto ufficiale elaborato sul portale del federalismo fiscale: senza prospetto pubblicato entro il 28 ottobre restano valide le aliquote dell’anno precedente.
Riduzione del 50% della base anche per gli immobili storici vincolati e per i fabbricati inagibili o inabitabili accertati dal comune. I pensionati esteri titolari di pensione in convenzione internazionale pagano il 50% su un solo immobile non locato in Italia.
Dipende dal comune: l’aliquota di base è 0,86%, ma i comuni possono variarla da zero a 1,06% (fino a 1,14% nei comuni che avevano la maggiorazione TASI). Su una rendita di 500 € l’imposta annua va indicativamente da 720 a 960 €.
Sì: l’IMU è dovuta per il solo possesso, anche se l’immobile è vuoto, sfitto o non arredato. Alcuni comuni applicano addirittura aliquote maggiorate agli immobili tenuti a disposizione.
Con un contratto a canone concordato (legge 431/1998) l’imposta è ridotta al 75%. Molti comuni prevedono inoltre aliquote agevolate per gli immobili locati: controlla il prospetto del tuo comune.
No: l’abitazione principale richiede residenza anagrafica e dimora abituale. La casa vacanze è sempre «altro fabbricato» e paga l’aliquota ordinaria del comune in cui si trova.
Rendita catastale × 1,05 × 160 (per le abitazioni) = base imponibile; base × aliquota comunale = imposta annua, da ripartire per quota e mesi di possesso. Il calcolatore fa tutto in automatico.