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IMU e abitazione principale: esenzione, immobili di lusso, pertinenze

La casa in cui risiedi e dimori abitualmente non paga l’IMU, salvo che sia accatastata A/1, A/8 o A/9. Ecco le condizioni per l’esenzione, le regole sulle pertinenze, le assimilazioni e la svolta della Consulta sui coniugi con residenze separate.

esentese non di lusso
0,5%aliquota base A/1-A/8-A/9
200 €detrazione lusso

La regola: esenzione totale (con un’eccezione)

Dal 2014 (e confermato dalla legge 160/2019) l’abitazione principale non paga l’IMU. È abitazione principale l’immobile in cui il possessore risiede anagraficamente e dimora abitualmente: servono entrambe le condizioni.

Unica eccezione: le abitazioni accatastate in A/1 (signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi storici). Queste pagano con aliquota agevolata — base 0,5%, che il comune può azzerare o alzare fino a 0,6% — e con detrazione di 200 € rapportata ai mesi di destinazione.

Esempio A/1: rendita 1.500 € → base 1.500 × 1,05 × 160 = 252.000 €; con aliquota 0,6%: 1.512 € − 200 di detrazione = 1.312 € l’anno. Prova il calcolatore selezionando la categoria di lusso.

Le pertinenze

Sono esenti insieme alla casa le pertinenze classificate C/2, C/6 e C/7, nel limite di una per categoria, anche se accatastate unitamente all’abitazione. Un secondo box C/6 paga l’aliquota degli altri fabbricati.

Assimilazioni: quando altri immobili contano come prima casa

Sono assimilate per legge (comma 741): la casa assegnata al genitore affidatario dei figli, gli alloggi delle cooperative a proprietà indivisa per i soci assegnatari (anche studenti senza residenza), gli alloggi sociali, l’immobile del personale di Forze armate e di polizia (senza obbligo di dimora), e — se il comune lo delibera — la casa di anziani e disabili ricoverati in istituto, purché non locata.

Coniugi in comuni diversi: la sentenza 209/2022

La Corte costituzionale ha eliminato il riferimento al «nucleo familiare»: oggi ogni coniuge o componente dell’unione civile ha diritto all’esenzione sul proprio immobile di residenza e dimora abituale, anche se il partner risiede altrove. Restano possibili i controlli del comune sulla dimora effettiva (consumi elettrici, utenze).

Domande frequenti

L’abitazione principale paga l’IMU nel 2026?

No, è esente, tranne se accatastata in A/1, A/8 o A/9 (abitazioni signorili, ville, castelli): in quel caso paga con aliquota agevolata — base 0,5%, fino a 0,6% — e detrazione di 200 €.

Cosa serve perché sia «bitazione principale»?

Due condizioni insieme: residenza anagrafica e dimora abituale del possessore nell’immobile. Se una manca (es. residenza fittizia), il comune può disconoscere l’esenzione.

Coniugi con residenze in comuni diversi: chi è esente?

Dopo la sentenza della Corte costituzionale 209/2022, ciascun coniuge può avere l’esenzione sul proprio immobile in cui risiede e dimora abitualmente, anche se in comuni diversi. Prima l’esenzione era limitata a un solo immobile per nucleo.

Quante pertinenze sono esenti?

Al massimo una per ciascuna delle categorie C/2 (cantina/soffitta), C/6 (box) e C/7 (tettoia), quindi fino a tre. Il secondo box paga come altro fabbricato.

La casa dell’anziano in RSA è esente?

Solo se il comune ha deliberato l’assimilazione per anziani o disabili residenti in istituto, a condizione che la casa non sia locata. La maggior parte dei comuni la prevede: verifica nella pagina del tuo comune.